La lettera della mamma di Renato Biagetti: “non temo i fascisti ma gli indifferenti”

renato_biagetti_lettera_madreDi seguito riporto una lettera della madre di Renato Biagetti un giovane laureato in ingegneria che a 26 anni, il 27 agosto 2006 di ritorno da una festa in spiaggia sul litorale Romano a Focene, fu aggredito e ucciso a coltellate da due giovani neofascisti.
Questi, manifestarono il loro odio contro la “zecca” che va alle feste reggae, con ben otto coltellate, di cui tre si conficcarono dritte al petto e al cuore di Renato che, poche ore dopo, sarebbe morto in ospedale. Quella fu l’ennesima aggressione di un anno, il 2006, che a Roma si concluse con oltre 130 aggressioni di matrice fascista.

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di Stefania Zuccari*

Mi chiamo Renato Biagetti. A me i fascisti non fanno paura. Non mi hanno mai fatto paura. Nemmeno quando mi hanno ucciso.

Quelli che mi fanno paura sono quelli che non dicono nulla, non vedono nulla, non sanno nulla. Quelli che ancora pensano che sono ragazzate o che “quelli come me se la sono andati a cercare”. Quelli che dicono che è folklore. Bandiere nere, svastiche, saluti romani. Folklore, come i ballerini con il tamburello o le processioni con il santo con appesi i serpenti. Fenomeni marginali, sacche di delinquenza. Risse tra balordi. Tre righe in cronaca.

Intanto si riscrive la storia. Si mischiano i morti. Si dimenticano cause, ragioni. Io sono morto per loro. Non per voi. Sono morto per loro. E a loro continuo a pensare.

E’ tutto così assurdo. Un brutto film, uno di quelli in cui la sceneggiatura non gira. Eppure in quel film io ci abitavo, come ci abitate voi. Un Paese che ancora non si è stufato delle morti come la mia. Un Paese in cui tutto è normale. Anche morire fuori da una festa di musica reggae. 8 coltellate. Una è stata così forte che addosso mi è rimasto il segno del manico del coltello.

Tutto normale. Anzi normalissimo. Cosa c’è di strano? Si comincia sempre così. Di questo ho paura.

*Stefania è la mamma di Renato Biagetti ucciso dalle coltellate di due fascisti dopo una festa in spiaggia a Focene. E’ la fondatrice di Madri per Roma città aperta. Come le Madres de la Plaza de Mayo ha raccolto anche lei il testimone delle idee di suo figlio

Fonte: www.popoff.globalist.it

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