#IONONDIMENTICO – Ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

Io Non Dimentico

Sabato 23 maggio 1992, 22 due anni fa,  il Magistrato anti-mafia Giovanni Falcone viene assassinato insieme alla moglie e alla sua scorta a Capaci. Il ricordo resta indelebile, ero un bambino, avevo solo 8 anni e mi trovavo in cucina mentre mia madre sedeva al mio fianco, eravamo incollati al televisore per seguire l’ultima puntata di Scommettiamo Che…? condotta da Fabrizio Frizzi. Ricordi?

Ad un tratto viene lanciata l’edizione straordinaria del TG1:

Alla vista di queste immagini provai un senso di smarrimento che mi portò a subissare di domande mia madre, che atterrita rispose, forse pensando ad alta voce: “hanno vinto loro, è morte il giudice Falcone.” Così subito iniziai ad interrogarmi su chi fossero “loro” e la soluzione suggeritami da mia madre era racchiusa in una sola parola onnicomprensiva: Mafia

Dopo soli 57 giorni, domenica 19 luglio 1992, viene ucciso anche il giudice Paolo Borsellino che con Giovanni Falcone costituiva l’avamposto ultimo e più forte nella lotta al fenomeno mafioso che il nostro Paese abbia mai avuto.

Negli anni sono riuscito a capire qualcosa in più sulla parola Mafia e sopratutto ad avere un’idea di chi sono “Loro”. Politici corrotti, Business e Violenza sono gli ingredienti alla base del fenomeno. La debolezza delle istituzioni è il fango in cui “affonda lo stivale dei maiali”. 

“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.” – Giovanni Falcone –

Oggi a 22 anni di distanza non possiamo far finta di nulla, anzi la fase di cambiamento che sta affrontando il nostro Paese deve essere sostenuta e indirizzata dalla memoria del passato affinché il sacrificio di uomini come Falcone e Borsellino non sia stato vano. Quindi non dimenticare per andare avanti nel nome dell’onestà e la giustizia, parole che spaventano il potere logoro della classe dirigente fallita e collusa, ancora oggi arroccata nei palazzi del potere.

Ora proviamo a raccogliere qualche piccolo frammento di storia per non dimenticare.

#ionondimentico l’intervento di Rosaria Costa, vedova dell’agente Vito Schifani durante i funerali di Falcone:

#ionondimentico che uno dei fondatori di Forza Italia Marcello Dell’Utri è condannato per associazione mafiosa:

#ionondimentico l’attacco pubblico del condannato Totò Cuffaro a Giovanni Falcone:

#ionondimentico che Giulio Andreotti era un mafioso

#ionondimentico e non dimenticherò uomini come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Per sempre.

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A Federico Aldrovandi: Io applaudo ai tuoi occhi di figlio

federico aldrovandi
La drammatica storia di Federico Aldrovandi ha inizio la notte del 25 settembre del 2005 quando il giovane ragazzo, allora diciottenne, muore durante un normale controllo di polizia. Dopo una serata trascorsa al Link di Bologna, Aldrovandi fu accompagnato a Ferrara dagli amici che lo lasciarono in una via vicino casa, viale Ippodromo, dove in quegli stessi minuti circolava la pattuglia della polizia “Alfa3” con a bordo Enzo Pontani e Luca Pollastri che dopo aver chiesto rinforzi vengono affiancati da altri due colleghi Paolo Forlani e Monica Segatto. Continua a leggere

Stop Telling Women To Smile: le donne senza sorriso di Tatyana Fazlalizadeh

Stop_telling_Women_to_smile_Atlanta

Il sorriso delle Donne passa prima dal Rispetto. Stop Telling Women To Smile, le donne senza sorriso di Tatyana Fazlalizadeh.

Tatyana Fazlalizadeh, pittrice e illustratrice americana di Brooklyn,  attraverso l’affissione di alcuni manifesti per le strade della città di Atlanta ha riacceso il dibattito (www.nytimes.com) sul rispetto delle donne non solo nella loro rappresentazione mediatica ma sopratutto nella vita quotidiana. Il primo manifesto è stato istallato difronte al tribunale federale della città e mostrava il volto della stessa artista al di sopra dell’emblematica scritta “Stop Telling Women To Smile”. Atlanta è solo l’ennesima città americana ad essere coinvolta nel progetto itinerante che è riuscito a partire grazie all’iniziativa di found rising conclusasi con successo nell’ottobre del 2013 (www.kickstarter.com). La campagna di Tatyana Fazlalizadeh dovrebbe raggiungere anche l’Europa con istallazioni nelle città di Amsterdam e Berlino.

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Kurt Vonnegut storytelling e la forma delle storie

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L’ 11 aprile del 2007  moriva Kurt Vonnegut Jr.  scrittore e saggista americano.  Una mente ironica e geniale che in questo video racconta, con il suo stile, la forma delle storie e la loro potenza narrativa quando rispettano alcuni canoni strutturali alla base dello storytelling.

[…]Questo è l’asse G-I che sta per Good Fortune, Ill Fortune (Buona sorte, Cattiva sorte);  malattia e povertà sono qui in basso, ricchezza e benessere qui in alto. Nel centro, c’è l’asse B-E, B sta per Beginning (inizio), E invece sta per…Electricity 🙂 […]

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Braeking Bad annunciato il libro di Bryan Cranston

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Bryan Cranston, meglio conosciuto come Mr. White di Breaking Bad, annuncia l’uscita del suo libro di memorie per raccontare i sei anni trascorsi a girare una delle serie più belle degli ultimi tempi. Segreti e bugie di un attore trovatosi nei panni di un insegnate di chimica re della Crystal Meth, interpretazione che è stata premiata con 3 Emmy, un Golden Globe e tre Screen Actors Guild Awards.

“I want to tell the stories of my life and reveal the secrets and lies that I lived with for six years shooting Breaking Bad” – Bryan Cranston

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Berlino non è solo una città

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Nehemias Colindres l’autore di questo breve filmato che racconta in sintesi ciò che è l’universo chiamato Berlino, prova a regalarci una poetica rappresentazione della città attraverso il racconto. Le immagini coordinate alle parole creano un forte impatto emotivo tipico della narrazione. Continua a leggere

Caro Priebke, la Storia non dimentica.

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Scusate italiani, ma chi sono quei ragazzi che quest’oggi, con ostinata fermezza eseguivano il saluto romano in segno di rispetto e onore al feretro di Erich Priebke militare tedesco, capitano delle SS durante la seconda guerra mondiale in Italia? Dai giornali leggo che sono “neofascisti” quindi nuovi fascisti, moderni, evoluti e ostinatamente non secolarizzati in quanto ossequiosi alle loro radici.  Ancora oggi ripropongono canti, gesti, motti e usanze del passato come se nulla fosse accaduto in questi anni, come se tutto fosse rimasto fermo a quell’ indimenticabile ventennio: “contro il sistema la gioventù si scaglia, boia chi molla è il grido di battaglia!” (VIDEO)boia-chi-molla Il problema di fondo però, mi dispiace deluderli, è che il tempo non si è mai arrestato e la storia è andata avanti scrivendo tantissime pagine che forse non hanno mai letto. Vi confesso che anche a me piacerebbe fermare il tempo e rinchiudermi in un mondo di simboli, di leggende, di miti, di fervori rivoluzionari del passato ma non mi è concesso. Qui tutto svanisce e mi trovo con la faccia spiaccicata in terra, sull’asfalto ruvido della realtà. Il 24 marzo del 1944 morirono 335 Italiani, come me, come te che leggi e come loro che salutano l’eroe Erich Priebke, perchè nel loro mondo immaginario L’eccidio delle Fosse Ardeatine   è “roba commmunista” “roba inventata” e che in fondo quei 335 se la sono cercata, sono stati proprio degli stupidi a preferire la morte al posto di godersi la primavera di bellezza che ancora oggi innamora.

Mi vergogno io per loro.

A voi 335 Italiani il mio pensiero e le parole di ASCANIO CELESTINI.

Dubbio made in Italy

Dubbio made in Italy  Social Media Storytellers

Questo video riesce in un minuto scarso a sintetizzare alcune riflessioni che si fanno quando si emigra non per il piacere della scoperta, ma per necessità. Di giovani italiani emigrati in questo anni se ne contano a centinaia di migliaia.

da La Repubblica.it :
“Sono 2.320.645 gli italiani complessivamente espatriati dal Paese a partire dal primo luglio 1990, quasi 600mila di questi appartenevano alla fascia 20-40 anni. Gli italiani complessivamente residenti all’estero al 31 dicembre 2012 ammontavano a 4.341.156, in crescita di 132.179 unità rispetto all’anno precedente.”

Intanto lo pseudo “governo” italiano continua a languire mentre tutto intorno corre veloce.

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directed filmed and edited by _Stefano De Marco e Niccolò Falsetti
with _Niccolò Falsetti
voiceover _Francesco Pezzulli
audio engineer _Lorenzo Schirru

VOICE OVER:
Dopo un paio di settimane ti abitui al cibo scadente, ti abitui al caffè nei bicchieri di carta al pane che sa di plastica. Ti abitui alle corse per prendere la metro, a tutta questa gente che condivide poche centinaia di metri quadri ogni giorno, e non sa dirsi neanche “buonasera”. Ti abitui alla pioggia al sole che sorge così presto,Ti abitui alla mancanza del mare, perchè puoi usare i parchi come metadone,ti abitui ai mezzi che funzionano, alle strade pulite, ai bagni pubblici decenti ti abitui alla mancanza delle tapparelle ti abitui ad essere puntuale, alla mancanza del bidet, ai musei gratuiti, al lavoro gratificante. Ad una lingua che non sempre puoi capire ma che è tua, agli stipendi proporzionati, alle tasse basse ad un eccellente livello di civilità. Ti abitui alla nostalgia del sole, della calma delle campagne sterminate, dell’olio buono del vino del contadino. Ti abitui presto e non per questo ti scordi tutto quello che hai lasciato. Se ripartirei adesso? senza dubbio….

SUBTITLES:
Non ho veramente voluto nulla di tutto questo. Non sono qui per godermi i vantaggi dell’emigrazione. Non mi godrò mai nulla fino in fondo, starò semplicemente qui, in piedi, a sudare, a ricordarvi con la mia lontananza di avere dei rimpianti. Per tutto quello che di bellissimo mi avete tolto. Per tutto quello che avrei potuto fare, essere, avere a casa mia. E anche se qua andrà tutto per il meglio, non sarò mai a casa, e questa lingua non sarà mai mia come tutte queste nuvole. Ma non ve ne fregherà nulla. Mai. Forse un giorno. Quando le vostre città in macerie, puzzeranno di vecchio, e sentirete finalmente la mancanza di tutti quei ragazzi che avete mandato via a calci. Perché credo che sia tutta colpa vostra, di nessun altro. Nessun politico, nessun amministratore, nessun potente ha più colpa di voi. Di noi. Perchè mi sento responsabile di questa catastrofe tanto quanto lo siete voi. È ora di ammettere che abbiamo fallito. E che il nostro mondo è crollato. E io non sono che una scheggia andata a infrangersi da qualche altra parte.

Music | Moby – Why does my heart feel so bad

PIF “Il testimone” incontra Roberto Saviano

pif-il-testimone-saviano-napoli[…] “A San Domenico a Napoli ha studiato Giordano Bruno, Tommaso D’Aquino…non mi sentivo in  un angolo sperduto o di appartenere ad un Italia minore, mi sentivo al centro davvero e tutta quella roba mi ha nutrito. Se un ragazzo o una ragazza riuscisse sempre a connettersi non solo con il suo tempo ma con tutto quello che c’è stato prima si sentirebbe parte di un mosaico meraviglioso sentendosi meno solo. (Roberto Saviano)

Bellissima puntata de Il Testimone. Pif incontra Roberto Saviano a Napoli e riesce con la sua amara ironia a raccontarci qualcosa in più sul giovane scrittore partenopeo che sotto scorta prova a condurre una vita “normale”.  Da sottolineare lo spettacolare monologo di chiusura (min. 42:20) del bravo PIF.

P.S.

Questo post è dedicato a tutti i detrattori di Roberto Saviano, di cui non hanno mai letto un libro, mai un articolo e non si sono mai interessati delle problematiche da lui evidenziate ma che sentenziano commentando ogni sua scelta come se fosse un loro vicino di casa. Saviano è solo un ragazzo, cresciuto a Napoli condannato alla scorta perché ha voluto comunicare a tutti che la Camorra non è solo un problema di Scampia o di Napoli ma del mondo intero.